La vispa Teresa
(versione riveduta e corrotta)

La vispa Teresa
avea tra l'erbetta
a volo sorpresa
gentil farfalletta,
e tutta giuliva
stringendola viva,
gridava a distesa:
"L'ho presa! l'ho presa!"

 

A lei supplicando
l'afflitta gridò:
"Vivendo, volando,
che male ti fo’?

 

Tu, si, mi fai male
stringendomi l'ale!
Deh! lasciami; anch'io
son figlia di Dio".

 

Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.

(L.Sailer)

 

o o o

 

Crescendo Teresa,
con grande sorpresa,
nei campi correva;
non più per farfalle,
ma uccelli prendeva
con tutte le palle,
gridando distesa:
"L'ho presa, l'ho presa!"

 

"Non dare la cosa",
diceva la mamma,
"Se poi non ti sposa,
per te sarà un dramma".

 

Lei invece giuliva,
felice in profondo,
la dava e gioiva
a tutti nel mondo.

 

Un giorno fu lesta
di alzare la vesta;
un tal di sghimbescio,
la prese a rovescio;
lei disse: "Che strano,
stavolta l'ho presa,
l'ho presa nell'ano!",
gridando a sorpresa:
"Tu, si, mi fai male
facendo il maiale!
Deh, lasciami; anch'io
son figlia di Dio".

 

Confuso, pentito,
quell'uomo arrossì,
rimase impietrito
e quella fuggì.

 

Per circa trent'anni
ridendo s'offriva,
alzava i suoi panni
ed era giuliva.

 

* * *

Or triste e pensosa,
la vispa Teresa,
col peso degli anni
è piena d'affanni;
sternuta e tossisce,
spernacchia e nitrisce.

La storia finisce,
noi qui la fermiamo;
sennò deperisce
e poi ci rompiamo!

 

 

Budapest 10/9/1994 (©Antonio Monaco)