Isaac Newton (1642-1727)

Lui se ne stava in santa pace, sdraiato sotto un albero, forse pensando a una bella ragazza che aveva appena visto quella mattina in chiesa, quando una mela gli cadde sulla testa. Non ci stette a pensare più di un secondo: scappo’ subito a casa e scrisse i Philosophiae naturalis principia mathematica (1687). Ora io non so se le cose siano an date veramente così, so solo che fu una sua nipote a raccontarle a Voltaire che a sua volta le raccontò al resto del mondo.

La vita

Isaac Newton nacque a Woolsthorpe nel 1642, lo stesso anno in cui moriva Galileo. Fu quasi un cambio di guardia tra astronomi: uno saliva e l’altro scendeva. Entro’ al Trinity College di Cambridge ed ebbe come maestro il grande Isaac Barrow (1630-77). Costui si accorse subito della predisposizione dell’allievo per la matematica e fece leggere i suoi compiti a tutti i colleghi. Sennonché, un’epidemia di peste costrinse il nostro giovanotto a tornare nella sua vecchia casa di campagna e fu lì che avvenne il famoso episodio della mela. E’ lui stesso a raccontarcelo:

L’idea dell 'attrazione dei gravi mi venne nei due anni della peste, tra il ’65 e il ’66. Ero nel fiore degli anni e amavo la matematica e la fisica più di quanto non avessi mai amato nessuna altra cosa al mondo.

In campagna, comunque, non ci rimase per molto: attese che l’epidemia cessasse, dopodiché (nel 1669) se ne torno’ a Cambridge dove gli venne assegnata la cattedra di matematica, la stessa che Isaac Barrow aveva lasciato per occupare quella di teologia. Il suo campo d’interessi non aveva limiti: si occupò di ottica, di cannocchiali, della scomposizione della luce attraverso un prisma, di calcolo infinitesimale, del moto dei corpi, dell’attrazione degli astri e di tante altre cose, finché la Royal Society di Londra non lo nomino’ suo membro onorario. È inutile dire che questa nomina suscitò l’invidia di molti suoi colleghi, tra cui l’astronomo e fisico Robert Hooke (1635-1703). Costui affermò che le orbite dei pianeti erano circolari e Newton lo sbugiardo davanti a una platea di studenti dicendo che erano ellittiche. Il mese dopo litigo’, quasi a male parole, con il fisico olandese Christiaan Huygens (1629-1695) a causa della composizione della luce. Per Huygens i raggi del Sole erano ondulatori, mentre per Newton erano corpuscolari. Infine, nel 1692, Dio solo sa perché, Newton si dette alla politica, e venne nominato prima direttore della Zecca, e poi, per due legislature di seguito, parlamentare del Regno Unito. Queste attivita’, pero, non lo allontanarono mai dal suo primo amore: l’astronomia. Negli ultimi anni di vita cadde vittima di un forte esaurimento nervoso. Lui e Leibniz, sempre per colpa del calcolo infinitesimale, si accusarono a vicenda di plagio, e un brutto giorno, durante una riunione di scienziati alla Royal Society venne preso da un attacco isterico. Torno’ a casa di corsa, a Kensington, si sdraio sul letto e morì d’infarto. Era il 1727. Fu sepolto nell'Abbazia di Westminster. Si dice che uno dei portatori della bara sia stato proprio Voltaire.

Le opere

Come già detto, la sua attività di saggista comincio nel 1687 con i Philosophiae naturalis principia mathematica, per poi continuare, molti anni dopo, con l’Ottica (1704) e con l’Arithmetica universalis (1707).

Le scoperte

A parte la mela, Newton intuì che se la Luna non se ne va a spasso per tutto l’Universo è solo perché un qualche cosa la obbliga a ruotare intorno alla Terra. Ebbene, lui questo qualche cosa lo chiamo’ "gravitazione universale". Ma non basta: scoprì anche che l’attrazione è inversamente proporzionale al quadrato della distanza che separa i due corpi. Come abbia fatto, poi, a calcolarla dal suo terrazzo, non l’ho mai capito. Le leggi fondamentali della fisica, quelle che dobbiamo a Newton, sono tre:

  1. Ogni corpo persevera nel suo stato di moto rettilineo, o di quiete, a meno che non sia costretto da una forza esterna a modificare il percorso (legge d'inerzia).
    2) Il cambiamento di moto è sempre proporzionale alla forza che lo modifica (proporzionalità tra accelerazione e forza disturbante). È la famosa legge che è stata espressa poi con la formula: forza = massa x accelerazione.
    3) A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (principio di uguaglianza tra le azioni in conflitto).

La gravitazione universale, pero’, non fu scoperta solo da Newton. Già duemila anni prima che lui nascesse ne avevano parlato Anassagora, Empedocle, Democrito, Platone e Aristotele. Si erano accorti della caduta verso il basso dei gravi e della salita verso l’alto dei leggeri, e quindi avevano cominciato a fare delle ipotesi. Dissero che una mela cade verso il basso perché è più pesante dell’aria, e che il fuoco sale verso l’alto perché desidera raggiungere il cielo che è ancora più leggero. Come dire che ognuno cerca il proprio simile e fugge dal suo dissimile. Alla fine, poi, ci fu qualcuno, se non sbaglio Empedocle, che definì queste due tendenze: amore e odio. Dal punto di vista filosofico Newton riveste una notevole importanza per la sua metodologia scientifica (basata su una metafisica razionalistica) che influì sull’empirismo inglese, sull’illuminismo francese e sul Kant della Critica della ragion pura.

A proposito di Newton,

mi piacerebbe sapere perché la mela cade e la Luna no. Il mio insegnante del liceo, il professor Signore, mi spiegò che la Luna non cade perché ha una sua velocita tangenziale che le impedisce di cadere, e io obiettai che a lungo andare questa velocita sarebbe diminuita, ragione per cui prima o poi la Luna ci sarebbe caduta addosso. "Sì" ammise lui, "però non subito subito, o, comunque, non durante questa vita." Mi tranquillizzai, ma fino a un certo punto. Da quel giorno non ho più guardato la Luna come la guarda un poeta.

Da Storia della filosofia moderna di Luciano De Crescenzo